Occhiale protettivo in policarbonato modello Flash.
Occhiale protettivo FLASH
L’occhio è un organo che, proprio nel mondo del lavoro, deve essere protetto da una molteplicità di rischi legati a particolari tipi di lavorazioni.
Per esempio rischi derivanti da lavorazioni meccaniche, o da sostanze chimiche, oppure da esposizione a radiazioni ottiche che potrebbero danneggiarlo o alterarne la visione.
Gli occhi sono soggetti a diversi rischi, infatti le direttive nazionali impongono l’impiego dei corretti DPI.
Per proteggerci possiamo infatti usare:
- Occhiali – norme di conformità EN166
- Maschere – norme di conformità EN166
- Visiere – norme di conformità EN166
- Schermi – norme di conformità EN166
Caratteristiche principali
- La loro montatura di nylon è leggera e resistente e quindi poco invasiva.
- Il design mono-lente offre un ampio campo di visione, il che favorisce un’eccellente vista laterale e protezione.
- Gli occhiali godono di una protezione laterale e superiore che consente maggiore riparo.
- Le sue stanghette sono regolabili in lunghezza, quindi adattabili ad ogni età.
- Versione anti-appannante: consigliata per ambienti caldi o con combinazione di diverse temperature.
- Tutte le lenti in policarbonato hanno subito un trattamento anti-abrasione che le rende particolarmente resistenti.
- Le certificazioni sono: EN 166 / EN 169 / EN 170 / EN 172
- Peso: 42 gr.
Pulizia occhiale protettivo FLASH
Utilizzare acqua tiepida e sapone neutro, senza abrasivi o solventi.
Risciacquare con acqua e asciugare con un panno morbido.
È consigliato l’uso dello spray pulitore anti-appannante.
Cosa sono i DPI
Con il termine dispositivi di protezione individuale (acronimo DPI) si intendono i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che l’indossi o comunque li porti con sé, da rischi per la salute e la sicurezza.
Tali dispositivi sono utilizzati in molteplici ambiti, tra cui in ambito lavorativo, domestico, sportivo e ricreativo.
Policarbonato:
I policarbonati resistono agli acidi minerali, agli idrocarburi alifatici, alla benzina, ai grassi, agli oli, agli alcoli (tranne l’alcol metilico) e all’acqua sotto i 70 °C. Al di sopra di tale temperatura l’acqua attacca il polimero favorendo una graduale decomposizione chimica. La biodegradabilità è scarsa e richiede tempi lunghi







